In Italia si parla ormai da mesi se non da anni di proposte governative atte a regolamentare il settore degli affitti brevi, a differenza degli affitti a lungo termine e delle strutture ricettive, come hotel, b&b, ecc. che sono settori assai maggiormente regolamentati; un passo avanti nella regolamentazione di questo settore è arrivato con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto Anticipi, che ha introdotto diverse novità a partire dal 2024 per quanto riguarda le locazioni brevi presenti sul suolo italiano. In questo articolo ti spiegherò nel dettaglio cosa prevede questo decreto, riassumibile in 4 novità principali.

1. Codice Identificativo Nazionale (CIN)

La prima novità principale del Decreto Anticipi è l’introduzione del Codice Identificativo Nazionale (CIN), che dovrà essere ottenuto e mostrato da ogni locazione turistica sia su ogni annuncio presente sulle piattaforme online sia all’esterno della struttura o immobile, per poter continuare o iniziare a lavorare senza incorrere in sanzioni pecuniarie. In particolare, le sanzioni per i titolari di strutture prive di CIN saranno variabili tra 800 e 8mila euro, a seconda delle dimensioni della struttura o dell’immobile, mentre se il codice non sarà esposto all’esterno della struttura o sugli annunci, la sanzione sarà variabile tra 500 a 5mila euro, sempre in funzione delle dimensioni della struttura o dell’immobile. Fino ad adesso questo codice esisteva solo a livello regionale, con diversi nomi a seconda della regione di appartenenza (CIS in Puglia, IUN in Sardegna, CITRA in Liguria, ecc.).

Dal 2024, invece, verrà creata una banca dati all’interno del Ministero del Turismo, a cui affluiranno tutti i vari codici delle strutture registrate su tutto il territorio italiano. Pertanto, abbiamo due possibile casistiche:

  • Locazione già in possesso di un codice regionale: in questo caso non devi preoccuparti, perchè nei mesi a seguire ci sarà un lavoro tra Regione e Ministero del Turismo per fare una ricodifica del tuo attuale codice identificativo regionale, quindi non ci sarà da seguire nuovamente un iter per arrivare al rilascio del CIN; tuttavia, non si sa ancora se dovrai essere direttamente tu a richiederlo alla Regione oppure il tutto avverrà in automatico. In ogni caso si tratta di un processo che richiederà diversi mesi, probabilmente fino anche alla seconda metà del 2024. Quindi, per adesso vai avanti tranquillamente a lavorare ed ospitare con il tuo codice regionale;
  • Locazione senza codice regionale: in questo caso dovrai richiedere il codice alla tua Regione, però non si sa ancora se quello fornito sarà subito il codice nazionale oppure un codice regionale. Ci sono poi dei casi particolari, come il Friuli Venezia Giulia e l’Umbria, che non hanno mai implementato un codice regionale; in questi casi, dovrai inviare una richiesta direttamente al Ministero del Turismo per ottenere il Codice Identificativo Nazionale.

Per avere più informazioni sul Codice Identificativo Nazionale, puoi guardare il video “Come richiedere il CIN” su Youtube.

2. Dispositivi antincendio

La seconda novità principale riguarda l’obbligo per ogni locazione breve di dotarsi di dispositivi di sicurezza antincendio, come rilevatori di monossido di carbonio ed estintori.

Tuttavia, ancora non sappiamo bene che tipo di regole saranno applicate per quanto riguarda per esempio il numero di estintori necessari, come dovranno essere effettuati i controlli, ecc.; per esempio, all’interno di un condominio, dove già ci sono estintori, potrebbero essere sufficienti questi, mentre all’interno di una villetta indipendente dove non c’era un estintore, sarà necessario dotarsi di questo dispositivo. L’unica certezza è che dal 2024 anche le locazioni brevi dovranno dotarsi di questi dispositivi, mentre fino ad adesso solo le strutture ricettive (hotel, b&b, ecc.) dovevano farlo.

In ogni caso, una volta che le regole saranno definite, le sanzioni per chi dovrà dotarsi di tali dispositivi e non lo farà varieranno tra 600 e 6mila euro per ogni violazione accertata.

3. Obbligo di SCIA oltre i 4 alloggi

La terza novità principale, che alla fine non è una novità vera e propria, è che permane l’obbligo di SCIA oltre i quattro alloggi destinati a locazione breve; originariamente sembrava che questo limite dovesse essere abbassato a due, ma in realtà è rimasto a quattro, ossia come era fino ad adesso.

Ci sono alcune regioni italiane che hanno forzato questo meccanismo ed hanno abbassato questo limite già da un po’ di tempo (per esempio fino a due), però la materia riguardante le locazioni brevi è qualcosa di normato a livello nazionale, quindi le regioni non dovrebbero avere voce in capitolo; diverso, invece, è il caso delle strutture ricettive (hotel, b&b, ecc.), che seguono una normativa regionale.

L‘assenza della SCIA oltre i 4 alloggi è punita con una sanzione monetaria variabile tra i 2mila e i 10mila euro, a seconda delle dimensioni della struttura o dell’immobile.

Per avere maggiori informazioni sulla SCIA, puoi guardare il video “Serve la SCIA per Locazioni Turistiche?” su Youtube.

4. Numero minimo di notti

La quarta e ultima novità principale, che come la terza non è una vera e propria novità perchè rimane tutto com’era prima, è che non è stato posto nessun limite di durata di soggiorno minima; originariamente sembrava che dovesse esserci un minimo di due notti per le locazioni brevi, soprattutto in determinate località, ma, siccome il decreto precedente è stato affossato in Parlamento, tutto è rimasto come prima.

Per approfondire tutte le novità contenute nel Decreto Anticipi, puoi guardare il video “⚠️Nuove Norme per Locazioni Brevi! Decreto Anticipi…” su Youtube.

Se hai domande o commenti da fare, scrivi pure qua sotto.

×

Ciao!

Clicca qua sotto per chiedermi info su WhatsApp...

× Supporto WhatsApp