Gli affitti brevi, noti anche come affitti per uso turistico o affitti per brevi periodi, stanno diventando sempre più popolari in Italia. Questi affitti consentono ai proprietari di strutture di guadagnare un reddito extra mettendo a disposizione la propria proprietà per brevi periodi di tempo, spesso attraverso piattaforme online come Airbnb, Booking e Vrbo. Oltre agli affitti turistici è possibile anche aprire una vera e propria struttura ricettive (B&B, Casa vacanze, affittacamere etc…) Cerchiamo di capire come funziona la tassazione per gli affitti turistici in Italia e strutture ricettive per evitare problemi con l’Agenzia delle Entrate e garantire il rispetto delle leggi fiscali; questo articolo parla proprio di questo.

Registrazione dell’attività

La prima cosa da fare quando si desidera iniziare ad affittare a breve termine una casa di proprietà oppure avviare una struttura ricettiva è registrare l’attività presso il SUAP (Sportello Unico Attività Produttive) del proprio comune. Attualmente in Italia si può affittare a breve termine fino ad un massimo di 4 appartamenti di proprietà senza aprire la partita IVA , mentre al di sopra di questo numero è necessario ottenerla; di recente è stata presentata in Parlamento una bozza di disegno di legge, in cui questo numero scende da 4 a 2, ma, essendo una bozza, non c’è ancora niente di ufficiale e dovrà passare tutto l’iter parlamentare prima di entrare in vigore.

Le piattaforme online fanno da sostitute d’imposta?

Almeno per il momento Booking, Airbnb e le varie piattaforme online non fanno da sostituti d’imposta, ossia non fanno nessuna ritenuta d’acconto nè trattenuta. Se i pagamenti sono gestiti direttamente dalla piattaforma, quest’ultima ti invierà i compensi al netto delle proprie commissioni e basta, quindi la gestione della situazione fiscale è tutta in mano tua.

Modelli di tassazione

Struttura ricettiva extra-alberghiera

Le più diffuse sono case vacanza, affittacamere e bed & breakfast. In questo caso puoi scegliere se lavorare con o senza partita IVA:

  • Struttura non professionale (senza Partita IVA): tutti i redditi che ottieni sono soggetti agli scaglioni IRPEF, quindi l’importo delle tasse da pagare dipenderà da quanto guadagni con l’attività; attualmente le aliquote IRPEF sono 3 e si va dal 23% per i redditi fino a 28000 euro lordi annui al 43% per i redditi superiori a 50000 euro lordi annui. A volte è possibile scegliere Cedolare Secca anche per le case vacanza;
  • Struttura professionale (con Partita IVA): nei primi anni della Partita Iva, puoi scegliere il regime forfettario, che ti consente di abbattere i costi: se per esempio la tua struttura ricettiva fattura 50.000 euro all’anno, con il forfettario la base imponibile è pari al 40% del fatturato, quindi calcolerai le tasse da pagare su 20.000 euro (in questo caso però non si possono detrarre le varie spese); nel caso di attività nuova, possono essere pari al 5 per cento sul 40% del fatturato, altrimenti il 15% sul 40% di fatturato. Quella di cui abbiamo parlato adesso è l’imposta sostitutiva, poi, siccome eserciti l’attività con Partita IVA, dovrai anche essere iscritto alla gestione INPS Commercianti, quindi dovrai pagare anche l’INPS.

Società

In alcuni casi, soprattutto se i fatturati sono importanti oppure hai altre attività da inserirvi all’interno, puoi costituire una società, ad esempio avviare una S.R.L. (Società a Responsabilità Limitata). In questo caso il modello è completamente differente rispetto a quelli precedenti: la base imponibile sarà data dal fatturato meno tutti i costi inerenti all’attività; su questa base dovrai calcolarci l’IRES, che è un imposta al 24%, e l’IRAP, che è un’imposta regionale al 4%.

Locazione turistica

Se il tuo obiettivo è mettere la tua struttura sulle varie piattaforme online, come Airbnb, Booking e VRBO, senza grosse pretese, la soluzione migliore per te è la locazione turistica o l’affitto turistico esercitato in forma privata. Ci sono due scelte che puoi intraprendere per quanto riguarda la tassazione:

  • Cedolare secca: questa è generalmente l’opzione più conveniente ed è pari al 21% sul guadagno lordo; con la Legge di bilancio 2024, questo valore è stato portato dal fino al 26% per chi gestisce due o più locazioni brevi;
  • Scaglioni IRPEF: questa opzione può essere conveniente per te quando hai pochi redditi dalla tua attività principale o non hai alcun reddito e vuoi andare a detrarre le varie spese di ristrutturazione della struttura.

In conclusione, gli affitti turistici o strutture ricettive possono rappresentare per te un’opportunità redditizia, ma è fondamentale comprendere come funziona la tassazione per evitare che tu incorra problemi legali e fiscali. Consultare un commercialista o un professionista fiscale è un passo che ti consiglio fortemente per assicurarti di rispettare tutte le leggi e le regolamentazioni applicabili quando decidi di affittare la tua struttura per brevi periodi. Con una gestione corretta, gli affitti brevi (o strutture ricettive) possono essere una fonte di reddito redditizia e legale per te.

Per avere più informazioni su come funziona la tassazione per una struttura ricettiva, puoi guardare il video “Tasse Strutture Ricettive e Affitti Turistici…Facciamo chiarezza!” su Youtube.

Se hai domande o commenti da fare, scrivi pure qua sotto.

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