L’imposta di soggiorno è un argomento di grande rilevanza in Italia, poiché incide direttamente sull’industria turistica e sul bilancio dei comuni. Questa tassa, introdotta in diverse località italiane, ha suscitato dibattiti e discussioni sia tra gli operatori turistici che tra i viaggiatori. A inizio febbraio 2024 Airbnb ha annunciato che dal 15 febbraio dello stesso avrebbe iniziato a riscuotere e versare l’imposta di soggiorno per tutti gli annunci di locazioni brevi situate sul territorio italiano; tuttavia, questa comunicazione ha scatenato un gigantesco polverone in tutto il paese. In questo articolo, approfondiremo cosa sta succedendo, ma prima voglio spiegarti cos’è la tassa di soggiorno e come si paga.

Cos’è l’imposta di soggiorno

In Italia, l’imposta di soggiorno è stata introdotta per la prima volta nel 2011 e ha l’obiettivo di finanziare i servizi turistici locali e le infrastrutture. Tuttavia, questa imposta è stata oggetto di diverse controversie: molti host sostengono che sia eccessiva e che possa danneggiare il turismo, mentre altri sostengono che dovrebbe essere applicata solo ai grandi hotel e non agli host, in quanto questi ultimi non offrono gli stessi servizi.

Qual è l’importo dell’imposta?

L’imposta di soggiorno è una imposta sull’ospite, quindi un ospite che vuole soggiornare una o più notti in un determinato comune dovrà pagare una certa cifra (non tutti i comuni la richiedono); l’imposta è a persona a notte e a volte può diventare anche molto consistente, specie nelle città più grandi. L’importo della tassa di soggiorno varia in base alla città e alla tipologia di struttura ricettiva: per gli alberghi a cinque stelle generalmente si paga di più, mentre gli affittacamere, i bed and breakfast, gli ostelli, le case vacanze e gli appartamenti a uso turistico di solito hanno la stessa tariffa.

Ci sono tuttavia alcune eccezioni. Ad esempio, in alcune regioni italiane la tassa di soggiorno non è applicabile alle case vacanza o agli appartamenti affittati per un periodo superiore a 30 giorni. Inoltre, in alcune città importanti come Venezia, la tassa di soggiorno è molto elevata e ha causato una forte opposizione tra gli host.

In ogni caso, è importante che gli host siano a conoscenza delle norme e dei regolamenti locali in materia di tassa di soggiorno e che la applichino correttamente. Airbnb, infatti, ha una sezione dedicata all’imposta di soggiorno sul suo sito web dove gli host possono trovare tutte le informazioni necessarie.

In conclusione, la tassa di soggiorno è un argomento molto delicato e controverso. Tuttavia, è importante che gli host si attengano alle norme locali e paghino la tassa di soggiorno in modo corretto per evitare sanzioni. D’altra parte, le autorità locali devono assicurarsi che la tassa sia applicata in modo equo e trasparente, in modo da finanziare i servizi turistici locali e le infrastrutture senza danneggiare il turismo.

Esenzioni

Un aspetto importante da conoscere sono le esenzioni, cioè ogni comune ha una lista di categorie esenti dal pagamento della tassa di soggiorno: di solito sono i minori di una certa età (12, 14 o 16 anni), le forze dell’ordine al lavoro, persone con disabilità, ecc. Puoi trovare l’elenco delle categorie esenti sul sito web del tuo comune di riferimento.

Modalità di pagamento dell’imposta

Quasi ogni comune italiano ha un portale per il pagamento della tassa di soggiorno, su cui inserire quanti ospiti e quanti pernottamenti ci sono stati nel periodo di riferimento, che può essere mensile, bimestrale o trimestrale, a seconda di ogni quanto vada pagata la tassa di soggiorno (varia da comune a comune). Il pagamento solitamente avviene direttamente online tramite PagoPA, carta di credito o bonifico, quindi non c’è bisogno di andare in comune a versare la tassa di soggiorno.

Nel paragrafo seguente si approfondisce il tema principale di questo articolo.

La comunicazione di Airbnb e l’opposizione di molti comuni

Come annunciato nell’introduzione, Airbnb ha deciso di iniziare a riscuotere e versare direttamente l’imposta di soggiorno su tutto il territorio italiano dal 15 febbraio 2024, ma questo non sta ancora avvenendo. Perché?

Nel Decreto Legge 24 aprile 2017, n. 50 è riportato che l’intermediario si deve fare carico della riscossione e versamento dell’imposta di soggiorno, pertanto Airbnb, Booking, ecc. sarebbero intermediari. Airbnb non ha mai fatto questa operazione se non in circa 25-30 comuni italiani con cui ha degli accordi specifici. Questo significa che gli ospiti quando prenotano una struttura o un appartamento che si trova in uno di questi comuni, in automatico pagano l’imposta di soggiorno ad Airbnb e vedono la somma da pagare come voce a sè stante nel costo della prenotazione; in seguito, Airbnb gira i soldi direttamente al comune, quindi tu non devi fare niente e questo è comodissimo.

Una volta che Airbnb ha inviato questa email, dopo 2-3 giorni moltissimi comuni italiani hanno iniziato ad inviare delle email ai gestori del proprio comune dicendo di non considerare l’email di Airbnb e continuare a fare come hanno sempre fatto. Non c’è una ragione chiara sul perchè i comuni si stanno opponendo a questa novità, perchè è molto comodo che Airbnb faccia direttamente questa riscossione e versamento: in questo modo, infatti, per i comuni è più sicuro il pagamento e anche gli host stessi sono avvantaggiati, perché non devono richiedere all’ospite l’imposta di soggiorno; inoltre, l’operazione di versamento al comune può essere soggetto a commissioni, nel caso in cui tu faccia pagamento con PagoPa per esempio.

Una possibile ragione per cui molti comuni non vogliono questo o comunque si sono opposti è perché devono aggiornare i propri software ed è un’operazione che richiede un po’ di tempo; effettivamente Airbnb non ha dato molto tempo ai comuni italiani per adeguarsi, ma avrebbe dovuto prima contattare tutti i vari comuni, cosa praticamente impossibile, e a quel punto inviare un’email ai vari host.

Vedremo come si svilupperà nei prossimi mesi questa situazione, ma nel frattempo per approfondire questo tema puoi guardare il video “⚠️Novità: Airbnb versa Imposta Soggiorno per tutti! Ma c’è un problema…” su Youtube.

Infine, se vuoi conoscere tutti i segreti su Airbnb e vuoi eccellere in questa piattaforma, puoi iscriverti al “Corso Completo Airbnb”, che trovi qui all’interno del sito.

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